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Idolo

13 settembre 2017
IL PROFESSORE DI STORIA
era la sua materia preferita fin da ragazzo. Alla licenza di terza media la sua" professoressa uscì a dire:"Ora vi faccio vedere questo qui come sa la storia". Era tutto ringalluzzito. In Italiano e Storia non avevo mai preso meno di otto tutte le volte che si era presentato a un esame da interno o da privatista. Insomma, era il suo cavallo di battaglia. Nessun dubbio su quel che raccontava e trasmetteva ai suoi discepoli. Poi venne il Lampedusa e la montagna crollò. Un sentimento di profonda vergogna si impossessò della sua mente. Ma dove, ma come, ma quando? Ma quell'imponente Vittorio era solo un m,58 e non era in grado di scrivere una lettera? Ma l'aveva fatta proprio lui l'Italia? Un'ansia di verità si impossessò di lui insieme alla vergogna di aver raccontato tante balle ai suoi discepoli. Poi cominciò la corsa nelle biblioteche. Volumi vecchi polverosi e ingialliti dal tempo narravano una verità del tutto diversa. Scriveva, prendeva appunti, pagine e pagine. ma non osava uscire dalla tradizione del libro di testo che presentava un tutt'altro, una specie di Paradiso sulla terra. Poi venne la commissione di esame di licenza. Non riusciva più a distinguere fra menzogna e verità. I colleghi lo prendevano per un alieno. Narrava delle cose incredibili, mai visto, mai sentito dire. Insomma raccontava cose immaginarie ai colleghi. Era la sua la storia dell'inesistente e basta con tutte quelle fesserie, mai neppure possibile raccontare Erano appunto le chiacchiere di un alieno. Ringrazia ancora il Lampedusa per avergli spalancato la porta e la strada. Oggi la verità si sta facendo largo alla grande, ma lui non ha più davanti la platea dei suoi discepoli. Non può più raccontare che Ferdinando II, il fondatore dell'Istituto nautico, odiava gli uomini di lettere che definiva spregiativamente "pennaruli". 
L'eroica presa di Palermo: Garibaldi vi arriva con i suoi mille. La città è fortemente presidiata. Si rende conto. A volte si rende pure conto. Finge la ritirata. I borbonici lo inseguono imbaldanziti Inutile far notare quanto siano coglioni questi borbonici. Ad un tratto lo perdono di vista. E' sparito con tutti i suoi mille. Decidono di tornare indietro e che ti vedono? I mille sugli spalti e la popolazione festante. 
La lezione di storia: L'Istituto è per tessili e chimici tintori. Il professore, che se la va a cercare, presenta una lista di grandi capitani di industria meridionali: Baer, Egg, Meyer, Freitag, Wenner, Wonwiller Buchy, Franchomme, Sicignano,Turner, Clarner, D'Andrea. Rainone, Schlaepefer. Insomma, la Manchester del Sud.Il Signor Giura si occupava invece della bietola da zucchero.
Capitani di industria meridionali? Ma dove, ma quando?Li ha di sicuro inventati. Silenzio di tomba e siamo in piena contestazione. In uscita dalla classe un putiferio. Il Preside lo aspetta al varco. gli allievi lo chiamavano Penna bianca, per sibilargli con un ghigno malefico "Lei insegna la Storia per il popolino",Fiat lux!



permalink | inviato da Idolo il 13/9/2017 alle 16:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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