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Idolo

13 febbraio 2018
A chacun son métier et mème les vaches seront bien gardées
Il curriculum del direttore dell'Egizio di Torino invita al rispetto e all'ammirazione. Per una volta: Onore al merito si, onore al merito che suona ben diversamente dello striscione che esalta l'impresa di un terrorista che spara sulla folla inerme. In Italia è raro se non impossibile essere all'altezza del posto che si occupa per via dell'andazzo della politica che npn è disponibile a premiare il merito in favore della poltrona. Com'era naturale e non poteva essere altrimenti. gli è stato annunciato il suo licenziamento non appena quella signora si insedierà al Governo il che sarebbe l'ultima definitiva sciagura per un paese acciaccato come il nostro. Dovrebbe quanto meno. per sostenere la valifdtà delle sue critiche appoggiarle su un curriculum di uguale peso e prestigio. La critique est aisée, mais l'art est difficile.Queste cose non si discutono in mezzo alla strada per attirare i passanti a testimoniare e farsi una pubblicità d'accatto Egregia signora, au pied du mur on voit le maçon e se il muro è storto..."Se vinceremo le elezioni andrà via. lo cacceremo" Perché? Per la sua incompetenza? Perché non allineato? Perché non condivide? Per demerito? Mistero. E' sceso in strada, ha esposto le sue tesi, è stato più che cortese. Dove si annida il "casus belli=" Favorisce gli arabi con la sua idea barbina di vendere un solo biglietto per una coppia all'ingresso del Museo. Discrimina gli italiani che sono esclusi da un beneficio atto a migliorare il destino delle loro vite, i quali se ne fottono- Ben altri sono i loro problemi. Guardo indietro nel tempo,ricordo uno che ha portato un arabo a sentir messa, si è fatto spiegare da un altro nei particolari il rito cruento della circoncisione, ha narrato ad altri la storia di Maometto così come il Gibbon l'aveva raccontata a lui. Penso che nel suo piccolo abbia  fatto solto bene. Quando lo incontravano "quei selvaggi", gli dicevano:Toi bon camarade,toi bon camarade, toi connais, toi connais les autres à la mine". Che gli fareste? Caccereste anche lui? e da dove dal momento che è disoccupato? Devo dire in tutta franchezza che il direttore del museo Egizio,dopo questo incidente mi è venuto particolarmente simpatico. Ho sempre amato e stimato quelli che sanno cosa fare delle loro dieci dita e avversato, quando ho potuto, quelli che sanno solo menare la lingua per ripetere a iosa le solite cazzate. Non si arriva all'università di Leida se non si hanno le palle. Le porte agli stranieri, specie se italiani, non si aprono tanto facilmente. Onore al merito.



permalink | inviato da Idolo il 13/2/2018 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 febbraio 2018
Le Foibe e la memoria corta
E' giusto piangere sui nostri morti, ma purtroppo ognuno piange i suoi e trova i torti degli altri che sono sempre i cattivi e noi i buoni, Guardate cosa mi è capitato di leggere in questi giorni:"Nei primi anni 80, dopo la morte di Josip Broz Tito, viene segnalata l'apparizione della Madonna ad alcuni giovani croati di Medijugorie una località dell'Erzegovina dove, durante la seconda guerra mondiale, i fascisti si erano scatenati con violenze ed uccisioni contro la popolazione di religione ortodossa...." Ma non eravamo quelli che dovevano spezzare le reni alla Grecia?,Quelli che avevano occupato l'Albania, dato una mano a Franco, detrornizzato il Negus? Quelli che rivolevamo indietro Nizza e la Savoia? Sembra che il plotone che fucila pubblicato dai retori di turno riguardi un plotone italiano non dei soldati di Tito. Se proprio vogliamo piangere il passato, abbiamo ampia materia a discussione. Nel febbraio del 1943 avevamo ancora 90,000 dispersi sul fronte russo, un eufemismo per dire che non c'erano più e divisioni come la Tridentina, tanto per citarne una ne era uscita con 1600 soldati da 29000 effettivi in origine. Chi li mandò a morire in quel modo? Era un esercito ottocentesco che impugnava ancora il '91. Possibile che nessuno abbia avuto il buon senso di dare uno stop a quella barbarie? Volevamo andare a conquistare Mosca. Qualcuno forse ci arrivò, ma da prigioniero. Il nostro passato è buio come la pece.et quand on remue la merde ça sent mauvais pour tous e si potrebbe ancora aggiungere che non poteva andare diversamente il nostro capo di stato maggiore era....era....chi era...? Quale era la sua competenza? 



permalink | inviato da Idolo il 11/2/2018 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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